Il Real Osservatorio Astronomico di Capodimonte, sulla collina di Miradois vicino al Palazzo Reale di Capodimonte, fu voluto da Gioacchino Murat come opera di incentivazione e sostegno alla ricerca nella Napoli dell'800.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1812 e si conclusero nel 1819 quando Ferdinando I di Borbone, diventato Re del regno, stanziò gli ultimi finanziamenti.
Ideato da Federico Zuccari e realizzato dall'architetto neoclassico Stefano Gasse, l'osservatorio di Capodimonte rappresenta il primo progetto originale di specula, laddove in Italia fino a quel momento tutte le specule erano state ottenute da progetti di conversione di edifici nati per altre destinazioni.
Il centro, che attualmente ospita numerosi ricercatori e progetti di ricerca di rilievo nazionale e internazionale, consta di diversi edifici di notevole interesse storico-architettonico.
Prima ancora della costruzione della specula, la collina ospitava la Villa della Riccia del marchese di Miradois, che diede il nome all'atura. La villa è oggi parte del complesso dell'osservatorio astronomico di cui ospita il centro di calcolo e gli uffici degli astronomi ricercatori. La Villa è collegata attraverso un lungo corridoio coperto all'Edificio Monumentale, che oggi, nonostante sia stato ampliato con due ali laterali atte ad ospitare le apparecchiature necessarie alla ricerca, conserva tutto il suo fascino. La struttura è realizzata in tufo nelle fondamenta ed all'esterno, ed è ricoperta da un rivestimento di mattoni con archivolti, mostre, zoccoli e cornici in travertino rosa di Gaeta. Nel parco dell'Osservatorio vi sono poi la Meridiana costruita nell''800 e poi completamente rimodernata nel secolo scorso, due planetari e diverse strumentazioni per l'osservazione nonché il Museo degli Strumenti Astronomici.
E' possibile partecipare, su prenotazione, ad una delle osservazioni mensili del cielo che prevedono anche una visita serale dell'Osservatorio e godere così dello spettacolo del parco illuminato e del panorama sulle luci della città.